Società, stato, economia e natura.

di socialclimatejustice.blogspot.com


È oggi sempre più necessario un dialogo profondo sulle dinamiche di potere, sulle logiche economiche non-occidentali nonché sulla concezione dell'esistenza in relazione al mondo naturale e sovrannaturale.

Pierre Clastres: la Società contro lo Stato

Pierre Clastres sfida radicalmente la visione teleologica che vede lo stato come l'apice inevitabile dell'evoluzione sociale.
Per Clastres, le società senza stato non sono "meno sviluppate" ne' "prive di qualcosa", ma piuttosto strutturate in modo tale da impedire attivamente l'emergere del potere coercitivo.
La loro organizzazione sociale, politica ed economica è orientata a mantenere l'uguaglianza e a prevenire la cristallizzazione dell'autorità in una forma separata e dominante.
La "guerra" tra queste società, secondo Clastres, non sarebbe dunque un fallimento dell'organizzazione, ma un meccanismo per disperdere il potere e impedire la formazione di grandi entità statali.
Clastres sottolinea l'importanza del capo senza potere, la cui autorità si fonda sulla parola e sulla generosità, non sulla coercizione.
La "contro-produzione" illustrata da Clastres, può a buon titolo essere intesa come un "meccanismo di mantenimento dell'uguaglianza politica".

Marshall Sahlins: L'economia dell'Età della Pietra

Marshall Sahlins decostruisce il mito dell'uomo primitivo perennemente affamato e in lotta per la sopravvivenza, affermando che le società di cacciatori-raccoglitori erano in realtà le "società opulente originali".
Attraverso un'attenta analisi della loro efficienza economica e del loro impiego del tempo, Sahlins dimostra che queste società avevano abbondanza di risorse e dedicavano una parte relativamente piccola della giornata al procacciamento del cibo, godendo di una notevole quantità di "tempo libero".
Il loro "sottosviluppo" non era una condizione di scarsità, ma piuttosto il risultato di un consapevole modo di vivere che privilegiava il tempo libero rispetto all'accumulo di beni.
L'economia della sussistenza, lungi dall'essere una condizione di miseria, era una scelta culturale deliberata che rifletteva un'etica di condivisione e reciprocità, in netto contrasto con la logica capitalista dell'accumulazione infinita.
Come Clastres, Sahlins si concentra principalmente sulle strutture sociali e sulle logiche economiche delle società non-statali.
Anche la "sottoproduzione" concettualizzata da Marshall Sahlins, viene intesa come strategia economica volta a evitare disuguaglianze e stress ambientali.

Davi Kopenawa e Bruce Albert: La caduta del Cielo

Davi Kopenawa, sciamano Yanomami offre una prospettiva profondamente ecologica sulla concezione della vita e del mondo. 
La sua narrazione è un grido d'allarme contro la distruzione ambientale e culturale perpetrata dalla civiltà occidentale.
Kopenawa presenta un mondo animato da spiriti ancestrali, in cui la foresta pluviale non è una risorsa da sfruttare, ma un essere vivente con cui l'umanità deve coesistere in equilibrio.
La "caduta del cielo" non è solo una metafora della distruzione, ma una minaccia concreta derivante dalla logica estrattiva del "bianco".
La sua testimonianza sottolinea come la relazione con la natura sia intrinsecamente legata alla sopravvivenza culturale e spirituale delle comunità locali.
In questo senso, la visione di Kopenawa si allinea con l'idea di Clastres di società che resistono a logiche di dominio, estendendola al dominio sulla natura stessa, e con quella di Sahlins di economie non orientate all'accumulo, ma alla sostenibilità e all'equilibrio.
La sua prospettiva mostra come la non-separazione tra umano e natura sia un fondamento delle società che resistono alla logica statale e capitalistica.

David Graeber e David Wengrow: L'Alba di Tutto

Intraprendendo un'ambiziosa revisione delle narrazioni convenzionali sull'origine della civiltà, David Graeber e David Wengrow sfidano l'idea di una progressione lineare dalle piccole bande di cacciatori-raccoglitori a società agricole più complesse e infine allo stato.
Attraverso una vasta gamma di esempi archeologici e antropologici, dimostrano che le società preistoriche e antiche erano molto più diversificate e innovative di quanto si creda, sperimentando una moltitudine di forme di organizzazione sociale, comprese quelle che alternavano periodi di gerarchia e di egualitarismo.
Gli autori sostengono che la "libertà" di spostarsi, di disobbedire e di creare nuove forme di organizzazione sociale fosse una caratteristica distintiva di molte di queste società.
In questo senso, Graeber e Wengrow forniscono un contesto storico-antropologico che rafforza le tesi di Clastres sulla pluralità delle forme politiche e sulla non-inevitabilità dello stato, e quelle di Sahlins sulla complessità e l'efficienza delle economie non-agricole.
L'opera di Graeber e Wengrow suggerisce che le società "contro lo stato" di Clastres e le "società opulente" di Sahlins non fossero eccezioni, ma parte di un più ampio spettro di possibilità sociali e politiche che sono state gradualmente soppresse o dimenticate nella narrazione dominante dell'ascesa dello stato e della civiltà occidentale.
Essi affermano come la stessa idea di "libertà" e le sue declinazioni siano state intrinseche a molte forme sociali ben prima dell'emergere delle idee politiche moderne.

Una critica potente alle narrazioni eurocentriche e teleologiche sull'evoluzione sociale

Clastres ci mostra le società che attivamente resistono allo stato; Sahlins smantella il mito della scarsità intrinseca alle economie di sussistenza; Kopenawa ci offre una visione cosmologica in cui la sopravvivenza umana è inestricabilmente legata alla salute del mondo naturale e spirituale; e Graeber e Wengrow ci ricordano la ricchezza e la diversità delle forme sociali che l'umanità ha esplorato nel corso della sua storia.
Insieme, questi autori ci invitano a riconsiderare i nostri assunti fondamentali sulla "natura umana", sul potere, sulla ricchezza e sul nostro posto nel mondo, suggerendo che le "alternative" al modello occidentale non sono utopie irrealizzabili, ma testimonianze storiche e viventi di modi diversi e rigenerativi di esistere.


- Clastres Pierre (1974) Società contro lo stato;

- Sahlins Marshall (1980) L'economia dell'età della pietra; 

- Kopenawa D. e Albert B. (2010) La caduta del cielo;

- Graeber D. e Wengrow D. (2022) L'alba di tutto.




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